Owner: It will be alright URL:http://aira.ilcannocchiale.it Join Date: Fri, 08 Jun 2007 16:40:32 -0500 Rating:0 Site Description: Just my blog, my everything: writing, theatre, music, thinkings, lifestyle and others messes Site statistics:Click here
In the mood for love 0000-00-00 00:00:00 Tony Leung Chiu Wai & Niki - Hua Yang Nian Huadiretto da Wong Kar Wai
La canzone fa parte della colonna sonora di In the mood for love. Bellissimo film, bravissimo il regista, belle le atmosfere, la fotografia e...E......E va bene, lo ammetto... Ho un debole per Tony Leung!!! :P
La terra fra i denti 0000-00-00 00:00:00 Potrebbe essere un post di melodramma e memoria, invece è rabbia, quella rabbia figlia dell'amore. L'amore per la nostra terra
, e l'amore di una madre per il figlio, fatto saltare in aria ventinove anni fa. Felicia Impastato non c'è più dal 2004, ma proprio in quel anno ha rilasciato un'intervista che ora è un film-documentario di Anthony Fragola – professore alla University of North Carolina – e che ieri sera è diventato anche nostro, passato attraverso i nostri occhi e quella sensazione che non si può spiegare, se fosse un quadro sarebbe un guazzo con pennellate secche, lapidarie."Pioveva, la notte che hanno ammazzato Peppino”. Il suo racconto inizia così. E tu la guardi mentre parla, le mani raccolte sul grembo, le spalle strette, lo sguardo fiero, uno stranissimo sorriso rassicurante, che ti viene voglia di abbracciarla perché possa trasmetterti quel coraggio che le regalò il figlio. "Cosa Le ha dato la forza di andare avanti?" "Continuare a lottare”. Lo dice
Voglia nocciola 0000-00-00 00:00:00 È un sapore, un odore, una sensazione, un colore. Senza un perché. Le mie giornate si tingono di nocciola, nella scelta del cibo, nelle immagini che attraggono la mia attenzione, nell’ombretto che mi fa sembrare gli occhi più scuri. Forse è stupido parlarne, forse è solo la reazione all’ultima stressante settimana, forse (...se passa di qui qualche psichiatra mi fa capire :P). E devo aggiungere che è un colore che non ho mai sopportato.Però in questi giorni mi sento così. Forse è solo il sapore delle mie parole.
Le nuvole (forse prima parte, forse no) 0000-00-00 00:00:00
Poggiai il libro sulla panchina. Mi guardò. Ed io parlai.«Vedi, l’amore è come una nuvola… Tu alzi gli occhi e la vedi, in quel momento ha quella forma — un animale, un frutto, un luna park, o che so io — Poi basta un alito di vento, e la nuvola cambia forma. Puoi fare tutto quello che vuoi, soffiare controvento, cercare di farla tornare indietro… Sistemarla con le mani, ma neanche se avessi le mani di Dio riusciresti a rimetterla a posto, perché ti sfuggirebbe tra le dita. Le nuvole sembrano tante cose, ma in realtà sono fatte di niente: acqua condensata, ecco tutto. Pioggia.»Diedi un ultimo sguardo al libro che mi aveva regalato. Una storia d’amore, per farsi perdonare. Mi alzai e iniziai a camminare via da lui.Vide il segnalibro conficcato a metà.«Non vuoi sapere come va a finire?»Mi girai. «No, tesoro, non più.»
Post confuso sull'appartenenza 0000-00-00 00:00:00 Sulla strada che porta al monastero - la mia facoltà - c'è una piazza con degli alberi. Sono stati piantati negli anni Venti, lo so perché mia nonna abitava lì ed era piccolissima quando li ha visti piantare. Lei non c'è più, loro sono ancora là.Mi hanno sempre affascinato gli alberi, tanto da invidiarli. Vedere le radici che affondano sul terreno come una mano mi fa pensare. Vorrei avere la loro capacità di appartenenza, ecco cosa c'è.C'è che non riesco a mettere radici. E c'è che non capisco se la mia è incapacità o volontà.Luoghi, persone, dopo un po' mi allontano, li lascio sciogliere nei ricordi come un'aspirina, resto ad ascoltare lo sfrigolio fino a che non si sente più niente - silenzio - poi mando giù. Fine.E' stato un anno denso di avvenimenti, di persone conosciute, eppure alla fine trovo sempre una maledetta scusa per mettermi in un angolo, con le spalle poggiate al muro e le mani in mano. Lo sguardo basso.Quando mi chiedono in quale città vorrei vi
Ebbene sì, sono giapponese 0000-00-00 00:00:00 Ho sempre amato il Giappone, i film di Yasujiro Ozu, i libri di Haruki Murakami, la loro cultura moderna e tradizionalista al tempo stesso. Pensavo di essere un po' giapponese. Anzi, lo sono sicuramente.Registrandosi al sito MyHeritage si può fare un giochino, il face recognition: caricando una tua foto, il computer fa lo scanner e tu puoi sapere a quali divi del mondo dello spettacolo somigli. Niente di più stupido, sono d'accordo, ma come ho scritto tempo fa, a volte ci si affeziona alle cose più cretine.Divertita nel leggere il nome di Adriana Lima, onorata di vedere nella lista quello di Natassja Kinski, mi ha colpito che le due attrici a cui somiglio di più - anche dopo lo scanner di altre mie foto - sono Kyoko Fukada e Ai Otsuka, entrambe giapponesi. Lo dicevo io che ho gli occhi a mandorla! ^_^
http://www.myheritage.comAuguro a tutti un buon weekend (come si dirà in giapponese???)Spero di avere il tempo di passare a trovarvi tutti per un saluto. Dawa mata! :)
I blog possono fare concorrenza ai giornali online? 0000-00-00 00:00:00 Ieri sono stata ad una conferenza - in realtà era la presentazione di un libro, più il normale dibattito - sull'informazione online
. E mi sono resa conto di due cose.La prima, è che parlare di internet è come navigare su internet: le discussioni si incrociano, una si collega all'altra, si torna indietro, si salta da discorso a discorso. Non si può parlare di internet in modo lineare, perché internet non è lineare.La seconda, più personale, è che sono come i bambini: nelle discussioni mi lascio colpire da un particolare e seguo quello, per tutto il resto dell'incontro, finisco per dimenticare chi parla, cosa dice, etc. Tutto il tempo a riflettere sul rapporto tra giornali online e blog.I giornali hanno un punto di forza che la quasi totalità dei blog non ha, ed è l'affidabilità. Leggere una notizia su Repubblica.it o su un qualsiasi blog non è la stessa cosa. Inutile spiegare perché. Altro punto di forza è l'informazione. Salvo alcuni casi molto rari, in cui bloggers
Che emozione! 0000-00-00 00:00:00 Il mio primo anonimo!Non potevo che festeggiare con un post!Quando tempo fa mi arrivò un commento anonimo molto ironico, risposi con la stessa ironia.Ma oggi il mio amico Senzanome ha superato se stesso, ha perfino superato me!E quando dico che sono divertita da questa cosa, sono sincera. Credo che lui sappia quanto amo litigare.
commento lasciato da Aira (ale) il 30 Aprile 2007 alle 14:27
X ale:ooooooohhhh! grazie ale, ma daiiii, io un angelo? Ma che carino che sei...mesà che di inglese ne capisci ben poco, se avessi scritto in zimbwanese antico forse...sai che l'etimologia e il significato escatologico della perifrasi del dialetto lappone Catwanabale, paragonata al neandertaliano aficanis arcaico è semplicemente affascinante? Io non ho più dubbi ormai, che ne pensi ale?
commento lasciato da ale il 30 Aprile 2007 alle 14:28
Hai ragione, anche questa volta non posso darti torto. Con affetto.I giochi sono aperti ;
0000-00-00 00:00:00 I feelThat whatever changes I’m still the sameCan’t call out my dreams, they lost their namesI’m torn up in shreds and that shreds are wordsOf a story about an angel whose faith hurtsDesperately trying to find a blame And there’s no musicTo numb the painNo way to shelterFrom the rainOr keep my frameI am that angelWho went insane
For every timeYou crush into the reality of this worldAnd you lose a featherAnd you’re so sad‘Cos you realize that somedayYou won’t fly anymore,Don’t have fear:That’s just the day when you’ll become a woman.And don’t be scared:I’ll take care of you.
La vita nascosta (e crisi di identità) 0000-00-00 00:00:00
Tutti noi ne abbiamo una. Non si tratta di una vita parallela, di sotterfugi, di perversioni da nascondere. È semplicemente la parte più fragile di noi, quella che raccontiamo poco e a poche persone. Non mi voglio addentrare in quello che Jedlowski dice nel suo saggio Storie Comuni ma è una cosa su cui ho riflettuto molto, durante gli ultimi giorni di studio.
Io - come molti altri blogger - racconto la mia vita nascosta a voi, ogni giorno. Beh, non proprio ogni giorno, di questi tempi, ma teoricamente c'è sempre qualcuno che accede per la prima volta nel mio blog o che legge per la prima volta un post. Chi pubblica racconta ogni singolo istante.
Riprendendo il discorso. Ogni giorno regalo la mia vita nascosta a voi, che non mi conoscete. Chi mi conosce nella vita reale non legge il mio blog - ergo, non mi conosce davvero. Ci si saluta, se c'è un po' di tempo si parla di esami. Se il tempo è maggiore, si chiacchiera del più e del meno. La simpatica, l'antipatica, la noiosa,
La strada del ritorno 0000-00-00 00:00:00 Un mio amico ha letto una volta che i nomi delle donne - o degli uomini - che non conquistiamo diventano quelli che ci ispirano di più. Vero, verissimo. Anzi, per quanto mi riguarda vado oltre: ultimamente mi rendo conto che se mi piace qualcuno è solo perché somiglia ad un altro. Non fisicamente - non ho mai guardato davvero l'aspetto esteriore degli uomini - ma nei "modi di fare", nelle movenze, nei gesti. Brutta cosa. Ieri ho scambiato due parole con un ragazzo da cui mi sentivo attratta mesi fa, ma poi avevo capito che il suo modo di parlare e di muoversi mi ricordava qualcuno. E purtroppo non era la prima volta che mi capitava.Ora, quando succede sei delusa due volte: la prima perché capisci di essere rimasta legata ad un ricordo impalpabile, come tenere in mano un'immagine trasparente attraverso cui vedi le tue stesse dita, la seconda perché la persona che hai davanti non è quella che amavi. E resti lì, con un grande senso di solitudine ed una stretta allo stomaco, Read more:strada
, ritorno
Poor frame - Rich painting 0000-00-00 00:00:00
Photograms of my own film.Plugs of my own mosaic.Pictures of my own life.Poor frame – Rich paintingBut there’s a rainstorm wiping it outEverydayEvery image fades away.What can I do to make them stay?To get back the ones which went away?Trying to restore my minds.Trying to collect my pictures.Trying to awaken my past.Smiles of an old freedom.Bleached coloured thoughts.Horizons so faraway.Now black hole here.Dark cold winter’s sea.Trying to rub off and paint again.
Basta poco 0000-00-00 00:00:00 photo by Dziugas Saulys A volte basta la cagnolina - adorabile - del tuo vicino - stronzo - che si stacca dal padrone e viene ad infilare la testa sotto la tua mano, per aggiustare una giornata no.
Casalinghe disperate 0000-00-00 00:00:00
Al supermercato, è abitudine di molti lasciare il carrello vicino alla cassa e andare tranquilli a fare la spesa. La coda la fa il carrello. Prendono un paio di cose, poi ne prendono... Alla fine entrano dicendo di essersi allontanati solo un attimo, che avevano dimenticato qualcosa, e che era il loro turno.Bene. Qualcuno ha provato a dirlo a me.
Sono entrata per prendere una - e solo una - cosa, e vado subito alla cassa. Il cassiere sta dando il resto ad un signore anziano. Nessuno a fare la fila. Solo un carrello, pieno fino all'orlo, nei pressi della cassa. Poso quello che avevo preso sul nastro trasportatore e sto per pagare, quando mi sento dire "Guardi che era il mio turno!""Mi scusi, io sono arrivata, non ho visto nessuno...""C'era il carrello!"Guardo il mio unico articolo sul nastro e poi il carrello lasciato da solo a fare la fila, stracarico, e mi metto a ridere. La donna insiste che dovrei far passare lei... Si era allontanata un attimo... Aveva dimentic
Aira 0000-00-00 00:00:00 Alla fine mi sono decisa, e posto il racconto che qualche tempo fa ho presentato per un esame. Il personaggio si chiama come il mio pseudonimo. Tranquilli, non c'entra niente con me ;)Qualcuno di voi riconoscerà (?) un post pubblicato i primi giorni di gennaio, ma avevo già spiegato che è stato quello ad ispirarmi.Grazie.
Il vento si abbatté sulla finestra come una deflagrazione. Aira si svegliò di soprassalto. Un’altra raffica le fece capire che si trattava solo di una brutta nottata. Restò ferma nel calore delle coperte ad aspettare che il cuore si normalizzasse, ma non era facile, gli oggetti intorno – a lei estranei – e la solitudine di un piccolo albergo di paese, non le consentivano di dormire tranquilla. Guardò l’orologio: le quattro e venti. Pensò di aver dormito poco meno di due ore. Posò l’orologio sul comodino con un familiare tintinnio della cinghietta metallica.Non avrebbe voluto fermarsi lì, nel silenzio, che lascia la mente libera di fare baccan
Nonna Adolfina e la posologia del razzismo 0000-00-00 00:00:00 Mattinata dal medico, sala d'attesa. Entrano una signora anziana e la sua badante filippina.Sembrerebbe l'inizio di uno sketch, una commedia degli equivoci, invece è la cronaca di un razzismo pacato, solido, sordido, come solo quello della società bene può essere.La piccola stanza è piena, tutti osservano le due donne arrivare e ascoltano la signora dettare ordini alla sua badante. Siediti qui e non lì e poggia il trolley e sistemalo meglio e prendi la borsa e alzati e leggimi l'avviso e fai presto e sbrigati."Signora, un momento. Senza occhiali non leggo".A quella risposta, tutti la guardano restare col braccio in aria, la penna tra le dita fatta roteare in un gesto di impazienza.La donna torna a sedersi mentre la signora continua ad imbottirla di parole buttate giù con forza e precisione, come caratteri di una vecchia macchina da scrivere.L'attesa è lunga, bisognerà aspettare più di un'ora. La donna dice che mancherà pochi minuti, il tempo di andare a prendere qu
Aira compie un anno! 0000-00-00 00:00:00
Happy birthday to my blooog…Happy birthday to my blooog…
Un anno fa avevo tante cose da dire e nessuno a cui raccontarle. Ho aperto un blog.Pensavo che non sarebbe durato nemmeno una settimana, invece sono ancora qui.Un milione di grazie a tutti voi.
Calcio di inizio 0000-00-00 00:00:00 Il calcio di Silvio Baldini a Mimmo Di Carlo:Che vergogna, che vergogna, che vergogna!Ma anche che ridere, che ridere, che ridere!Lasciatemi fare il primo commento: non sarà un'immagine chic, ma se tutta la violenza da stadio somigliasse ad un film di Totò e Peppino, non saremmo a questo punto.A voi. Read more:Calcio
C'era una volta la mia amica G. 0000-00-00 00:00:00 Davvero, non la sopportavo più. Tutte quelle frasi dette come un pessimo pianista che pretende di saper suonare Bach. Note stonate, bla bla bla, sul fidanzato che non le fa abbastanza regali, sui litigi stupidi con genitori ottusi che non le lasciano abbastanza libertà e — «Oh mio Dio, quanto sono depressa» — mentre fumava tranquilla la sua Malboro light. Guardai l’orologio: sette minuti, dieci volte la parola “depressa”. Bella media, pensai.Stanca. Troppo stanca. «Cos’è per te la depressione?» chiesi.«Che significa?»«Rispondi.»«È quando ti senti molto triste, la vita è sempre uguale, sempre la solita merda.»Non ero soddisfatta.«…Così triste che non hai voglia di fare niente, non sai come risolvere i tuoi problemi.»Le afferrai il volto con due dita e la guardai con una rabbia forse eccessiva, che ai suoi occhi dovette sembrare odio. «Sai cos’è? È quando riesci a percepire il movimento rotator Read more:volta
The wall 0000-00-00 00:00:00 Picture from the movie "The eye of the beholder"Post thank to the movie "The eye of the beholder" :)
We’re divided by a wall but I still feel youOn my skin I feel yoursThrough that wall I feel your warmth
I feel my way along the wall to feel youMy hand is searching yoursBut you will not hold it out
Tzigane 0000-00-00 00:00:00 La crisi creativa è una giostra che gira troppo velocemente. Le luci della città, i colori, le forme, diventano un tutt'uno indistinguibile di macchie sfumate che ti avvolgono.Non è staticità. È eccesso di movimento.Non è silenzio. È vertigine e nausea.Chiudere gli occhi e aggrapparti al sedile è l'unica cosa che riesci a fare quando la velocità aumenta.Ho così tanti pensieri per la testa, e nessuno che riesca a prendere forma. Sono tornata a scrivere su un foglio, con la penna, perché la mia calligrafia dia alle parole un aspetto in cui riconoscermi.La crisi creativa è soprattutto non riconoscersi in ciò che si scrive.È la paura. Ho lasciato che troppe cose si sciogliessero – la voce, quella da mezzo soprano da bambina, e quella che non ho mai fatto uscire per ottenere ciò che voglio – e so che sarei capace di far sciogliere anche le parole, per poi versarle nel cesso come ho fatto con tutto il resto.È la sfiducia. È quella mano che mai arriva per sfiorarmi i ca
Bloggers united against abuse 0000-00-00 00:00:00 Mesi fa ho scritto che la libertà è la tela su cui dipingere la propria vita.Abusare di qualcuno è squarciare la sua tela.Partecipo all'iniziativa di BlogCatalog contro ogni tipo di abuso, e cerco le parole adatte, sarebbero mille, forse di più. Ma sarebbero soltanto parole.Parole e immagini, come quelle delle pubblicità, dei giornali, anche di noi bloggers che altro non sappiamo fare che scrivere.Sembrano quadri gotici - gli spot contro gli abusi - sono quasi gradevoli da guardare, come quei film che "ti fanno pensare".Per chi subisce un abuso non c'è nessuna immagine e nessun pensiero, solo pezzi di ricordi e sensazioni e odori e una pressione al petto. Solo dolore. E il dolore non si può raccontare.Eppure qualcosa dobbiamo fare, e mentre scrivo non riesco a pensare cosa. Mentre scrivo cerco una soluzione e non riesco a trovarla.Dovrebbe essere un post di speranza, lo so. Ma è un post di dubbio, e forse è così che deve essere.
Months ago I wrote that freedom is the can Read more:against
, abuse
Reset. Restart. 0000-00-00 00:00:00
Forse stanotte pioverà. Forse stanotte scriverò.
Era ciò che pensavo ieri sera, nel primo imbrunire autunnale dell'anno. La mia pelle troppo bianca per questo sole siciliano era stanca dell'estate e voleva solo un acquazzone, l'odore della terra bagnata, il rumore sopra il silenzio della notte, e allungare un braccio fuori della finestra per ritrovare la mia amata pioggia.
Scrivere, finalmente.
Alla fine la pioggia è arrivata, con lampi e tuoni spaventosi. È arrivata quando ero troppo stanca per alzarmi e impugnare la penna.
Ma l'autunno è qui, le luci sembrano sfumate dal vento, gli alberi un po' piegati come se qualcuno di importante fosse tornato. È tornata la voglia di ricominciare, riprendere ciò che ho lasciato e trovare nuove cose da fare.
L'università, innanzitutto – lezioni, studiare, esami, studiare, conoscere, viverla.
E il teatro – laboratori, altri ambienti, altri colleghi, scrivere, recitare, scrivere, forse tornare sul palco.
E Ian che m Read more:Reset
, Restart
Maschere nude? 2007-10-28 17:53:00 – Prologo –
G.: Ma l’Onorevole è laureato? Che laurea ha?R.: Mannòòò! È onorevole vero!V.: Robè, guarda che “onorevole” non è un titolo di studio.Roberta sembra non capire bene, ma per sicurezza mi guarda offesa e se ne va.Quel giorno ho deciso che sarebbe diventata un mio personaggio.
*****
Sì, lo so che funziona così, che le persone conosciute diventano parte dei nostri personaggi, che i gesti, le espressioni, i tormentoni linguistici finiscono sulle nostre pagine, eccetera eccetera eccetera. Ma prendere pezzi di persone mi fa sentire come il dottor Frankestein e – con una certa ingenuità – anche un po’ in colpa. Però poi rifletto. Siamo tutti personaggi, la vita è un’enorme pupazzata, per dirla come Pirandello. E Roberta è solo una maschera. E io non devo farmi problemi.
Così, dopo aver conosciuto un tizio incredibile, pensavo di aver scoperto un nuovo personaggio:
Il suo idtolo è Rodtolfo il Valentino.Le dtonne lo zompano addoss
La giostra delle fantasie 2007-10-31 12:59:00 Forse perché ho appena finito di leggerlo e ne sono rimasta ammaliata, forse perché in questo periodo sto un po' così, ma mi piaceva l'idea di pubblicarlo qui e farne parte del mio puzzle personale.Forse solo perché Calvino è riuscito a scrivere meravigliosamente ciò che avrei voluto scrivere io.A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose l'uno dell'altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s'incrociano per un secondo e poi si sfuggono, cercano altri sguardi, non si fermano.Passa una ragazza che fa girare un parasole appoggiato alla spalla, e anche un poco il tondo delle anche. Passa una donna nerovestita che dimostra tutti i suoi anni, con gli occhi inquieti sotto il velo e le labbra tremanti. Passa un gigante tatuato; un uomo giovane coi capelli bianchi; una nana; due gemelle vestite di corallo
#1 2007-11-22 20:25:00 by Denis Germain
"Il tuo problema è che ti lasci prendere dai problemi."Sì grazie, ma lo sapevo già. Non è colpa mia se ho una coscienza e forse anche un po' di responsabilità.
Nei giorni scorsi due sono stati i pensieri che mi sono passati per la mente con l'alternanza delle luci di Natale: chiudo il blog - torno a scrivere sul serio. Chiudo sul serio o mi rimetto a scrivere.Brutta storia. E mi sono resa conto che gli ultimi due post non li ho messi lì a caso, inconsciamente era questa insofferenza che mi faceva pensare alle Maschere. Quando anche sul tuo diario finisci per parlare d'altro, forse è il caso di posare la penna.C'era una volta la mia amica G. è datato 22 settembre. L'ultimo post che parla di me. E sono passati due mesi.Ho provato a scrivere, ma ho sempre cancellato. Ho provato a tornare in quel teatro (da spettatrice) che l'anno scorso è stato la mia musa, con le sue poltrone rosse e il sipario nero. Ma ho trovato solo un palco polveroso e una sedia che tr
La giostra delle fantasie 2007-10-31 12:59:00 Forse perché ho appena finito di leggerlo e ne sono rimasta ammaliata, forse perché in questo periodo sto un po' così, ma mi piaceva l'idea di pubblicarlo qui e farne parte del mio puzzle personale.Forse solo perché Calvino è riuscito a scrivere meravigliosamente ciò che avrei voluto scrivere io.A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose l'uno dell'altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s'incrociano per un secondo e poi si sfuggono, cercano altri sguardi, non si fermano.Passa una ragazza che fa girare un parasole appoggiato alla spalla, e anche un poco il tondo delle anche. Passa una donna nerovestita che dimostra tutti i suoi anni, con gli occhi inquieti sotto il velo e le labbra tremanti. Passa un gigante tatuato; un uomo giovane coi capelli bianchi; una nana; due gemelle vestite di corallo
Maschere nude? 2007-10-28 17:53:00 – Prologo –
G.: Ma l’Onorevole è laureato? Che laurea ha?R.: Mannòòò! È onorevole vero!V.: Robè, guarda che “onorevole” non è un titolo di studio.Roberta sembra non capire bene, ma per sicurezza mi guarda offesa e se ne va.Quel giorno ho deciso che sarebbe diventata un mio personaggio.
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Sì, lo so che funziona così, che le persone conosciute diventano parte dei nostri personaggi, che i gesti, le espressioni, i tormentoni linguistici finiscono sulle nostre pagine, eccetera eccetera eccetera. Ma prendere pezzi di persone mi fa sentire come il dottor Frankestein e – con una certa ingenuità – anche un po’ in colpa. Però poi rifletto. Siamo tutti personaggi, la vita è un’enorme pupazzata, per dirla come Pirandello. E Roberta è solo una maschera. E io non devo farmi problemi.
Così, dopo aver conosciuto un tizio incredibile, pensavo di aver scoperto un nuovo personaggio:
Il suo idtolo è Rodtolfo il Valentino.Le dtonne lo zompano addoss