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Crisi del credito: è appena l’inizio?
2007-09-24 07:25:26
Alcuni esperti stanno in queste settimane affermando che la recente crisi del credito (la cosiddetta crisi dei mutui subprime) è appena all’inizio ed è destinata a durare a lungo. Mi pare interessante approfondire le loro argomentazioni, per quanto io speri personalmente in un quadro più ottimistico, perché comunque dà modo di approfondire alcuni aspetti della “crisi dei mutui subprime”, da cui poi ciascuno può trarre delle conclusioni. Vi anticipo che è una storia lunga, per cui dovrò scriverla a puntate. Venendo alle opinioni dei “pessimisti” la causa della crisi attuale sarebbe in realtà da ricondursi al livello di credito/debito ormai insopportabile del sistema economico globale. Qualcuno non esita a fare il paragone con il declino giapponese dal 1990 al 2003, seguito allo scoppio della bolla nipponica del credito, in cui l’indice Nikkei ha perso l’80% in un arco di 13 anni, passando dai 38916 punti del 29 dicembre 1989 ai 7607,88 del 24 aprile 20


Ma il taglio dei tassi non è un buon segno
2007-09-19 05:52:23
Come ormai tutti saprete, la FED ha tagliato i tassi di mezzo punto. Le borse sono immediatamente tutte schizzate verso l’alto, in una fiammata di euforia. Tutto bene, quindi? Tutti felici e tutti contenti? Permettetemi di fare un po’ il bastian contrario. Il ragionamento è analogo a quanto avevo detto quando la BCE aveva lasciato i tassi invariati, solo a mio parere nel caso americano va amplificato notevolmente. A mio modesto parere, il taglio dei tassi può anche essere letto in modo diametralmente opposto. Infatti, da quel che trapelava, appena un paio di settimane fa,  la FED sembrava essere ben decisa a mantenere i tassi invariati (o addirittura ad alzarli), sicuramente non ad abbassarli. Il fatto che sia giunta la decisione del taglio, vuol dire che l’economia americana è molto più debole, molto più malata di quanto si ritenesse, e che il rischio di recessione è evidentemente concreto. Tanto concreto che la FED ha deciso per il momento di considerare seco


Banche a rischio fallimento?
2007-09-16 16:40:27
In questi giorni si sentono voci allarmistiche su possibili fallimenti di qualche banca. Probabilmente, molti di voi hanno sentito le notizie riguardanti la Northern Rock, il quinto istituto bancario inglese specializzato in mutui, i cui clienti stanno facendo le code in strada per ritirare i loro soldi (in un paio di giorni sono stati ritirati il 5% dei depositi), in seguito a notizie su problemi di liquidità della banca. In realtà, mi sembra ci sia una certa “volontarietà” nel diffondere notizie che puntano a generare più o meno esplicitamente panico o allarmismo. In questo senso, è esemplificativo un editoriale de Il Sole 24 Ore dell’8 settembre scorso che annunciava come “atteso e probabile” il fallimento di una grande banca mondiale. Alcuni rumors indicherebbero come Barclays o Citibank la banca a rischio. Sinceramente, mi pare che sia decisamente prematuro parlare di ipotesi di fallimento per grossi gruppi bancari (e anche per la grande maggior


La (non) trasparenza delle banche
2007-09-11 04:01:01
C’è un’abitudine molto radicata in molte banche, soprattutto italiane, che è quella di cercare di rivelare il meno possibile circa le condizioni economiche dei loro servizi. Con punte che sfiorano il comico. Un paio di anni fa sono entrato nella mia vecchia banca “fisica” e ho provato a chiedere al direttore quanto mi avrebbero potuto concedere di mutuo (il discorso era più o meno: guadagno x al mese, che capitale mi potete prestare?): bene, non sono riuscito ad avere una risposta (”no, ci dica lei di quanto ha bisogno…”), e addirittura non mi ha neppure detto che tasso mi avrebbe applicato. Ma tralasciando situazioni quasi patologiche, ci sono molti esempi che dimostrano come spesso le informazioni, più che essere date, “trapelano”. Un esempio, giustamente sottolineato nei commenti di un precedente post, è il fatto che Conto Arancio+ non specifichi che la tassazione rimane al 27%: certo, dato che “rimane” non si


La BCE lascia i tassi al 4%: un bene o un male?
2007-09-06 08:12:15
La BCE ha scelto di lasciare i tassi al 4,00%. Questa decisione deriva dalle difficili condizini del quadro economico generale, derivante dalla cosiddetta “crisi dei mutui subprime”. Dico “cosiddetta” perché personalmente mi pare che si voglia utilizzare i mutui subprime per fare da capro espiatorio a qualunque cosa: per definizione stessa di subprime, questi sono crediti a rischio. Il fatto che alcune banche abbiano concesso crediti senza garanzie, facendo finta di pensare che i tassi di intereasse sarebbero rimasti per sempre all’1% o poco più del 2002-2003 (mi riferisco ai tassi USA, in questo caso) e soprattutto che con poca trasparenza crediti, certificati e titoli “a rischio” siano finiti in polpettoni spacciati per super-sicuri è un problema diverso. Molto più grave, a mio parere. E per come la vedo io, il fatto che la BCE abbia deciso di cambiare le sue intenzioni (come forse saprete, fino a un mese fa si dava quasi per certo  un i


Mutui subprime: ulteriori effetti collaterali
2007-09-03 08:24:33
Torno ancora una volta sul problema dei mutui subprime, e su alcuni effetti collaterali che mi sembrano importanti. Il tutto nasce dalla “stretta” al credito che è stata data come risposta alla crisi dei mutui. In altre parole, le banche prestano soldi più difficilmente. Questo però vuol dire che viene inevitabilmente ridotta la leva finanziaria di cui possono disporre le aziende. In un articolo del Corriere Economia di oggi, si sottolineava come questo possa mandare a monte diverse fusioni di aziende, e sicuramente scoraggiarne per il futuro. Devo ammettere che per certi versi, la cosa mi dispiace fino ad un certo punto, dato che in diversi casi alcune “scalate” sfioravano il ridicolo, con l’azienda acquistata che si trovava a pagare i costi dell’acquisto “subito”. Il meccanismo, per chi non lo conoscesse, è il seguente: l’azienda A si fa prestare dalla banca i soldi per acquistare l’azienda B; dopo averne acquistato la p


Mutui italia: record di pignoramenti
2007-10-13 11:57:20
L’Adusbef (Associazione difesa consumatori ed utenti bancari, finanziari ed assicurativi) lancia l’allarme: quest’anno i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari - secondo le stime dell’Adusbef - dovrebbero aumentare del 19%, a causa dell’aumentare dei tassi di interesse. Crisi dei mutui anche in Italia dunque? Sì e no, a mio parere. Sicuramente i tassi aumentati non giovano a chi si trova a dover pagare un mutuo, ma bisogna dare al problema le debite proporzioni. Innanzi tutto, un incremento del 19% è in termini relativi significativo, ma in termini assoluti vuol dire che i casi in cui chi ha avuto un mutuo e non è  più in grado di pagarlo passeranno dal 3 al 3,5% circa. Poi bisogna evidenziare un concorso di colpa tra banche e clienti, dove le prime non hanno proposto e i secondi non hanno chiesto mutui a tasso fisso. Concorso di colpa, sottolineo, perché anche chi chiede un mutuo doveva porsi il problema, e non semplicemente cercare la rata appare


Un gruppo d’acquisto per condizioni bancarie favorevoli
2007-10-13 08:34:59
Anche Banche, Risparmio, Investimenti & Trading aderisce all’iniziativa di Mercato Libero che si propone di creare un gruppo d’acquisto per contrattare con le banche condizioni più favorevoli. Far valere la forza del mercato, ma anche creare consapevolezza, sono elementi importanti anche per dare un segnale alle istituzioni finanziarie che la gente è attenta a quello che gli si propone in termini di condizioni economiche ma non solo. Troppo spesso molte persone accettano condizioni non convenienti per nient’altro che pigrizia. Il gruppo d’acquisto ha a mio parere ottime possibilità di successo: quelle che si propone di ottenere sono condizioni certamente molto vantaggiose rispetto a quelle che molte banche praticano alla maggioranza dei clienti, ma comunque certamente non irraggiungibili dato che vengono già praticate a clienti “particolari”. Per maggiori informazioni e i dettagli su come aderire all’iniziativa vi rimando al blog che è


Europa, crolla ancora di più la richiesta di mutui: -15% nel terzo trimestre
2007-10-11 10:38:00
Dal bollettino mensile della BCE arrivano dati preoccupanti per la crescita economica. Infatti nel 3° trimestre la richeista di mutui del 2007 segna un pesante -15%. Un dato che va a sommarsi al -22% del trimestre precedente, e che non va preso sotto gamba. In parte, questo crollo della domanda di mutui dipende dai tassi di interesse che sono arrivati al 4%, ma la stessa BCE deve ammettere che c’è dell’altro. Le banche infatti stanno diventando sempre più stringenti sui requisiti e sulle garanzie richieste, dopo la scottatura dei mutui subprime americani, pretendendo un rapporto tra valore delle garanzie e ammontare del prestito richiesto sempre più alto, e aumentando non poco i tassi offerti a chi non è in grado di offrire garanzie più che solide, per compensare il maggiore rischio percepito. E non si tratta di un trend destinato a cessare: ci si aspetta che anche nell’ultimo trimestre del 2007 le banche inaspriscano ancora i criteri per la concessione di mutui
Read more: Europa , terzo

Le sigarette come moneta
2007-10-11 01:56:04
Parlando di moneta, mi pare interessante fare una digressione sul tema delle sigarette come moneta, cui avevo accennato in un precedente post. C’è uno scritto molto interessante di un economista americano, R.A. Radford, scritto nel 1945 che tratta della sua esperienza di prigioniero di guerra, analizzando la vita dei campi di prigionia da un punto di vista economico. Il titolo esatto, per chi volesse cercarlo, è “The Economic Organisation of a POW Camp“, ed è stato pubblicato su “Economica” del novembre 1945. A parte fare i complimenti all’uomo, che è riuscito a vivere l’esperienza di un campo di prigionia con gli occhi dell’economista, è un articolo interessante perché evidenzia “the universality and the spontaneity of this economic life; it came into existence, not by conscious imitation, but as a response to immediate needs and circumstances” (l’universalità della vita economica, nata non per imitazione volonta


Le funzioni della moneta
2007-10-10 06:05:15
La moneta - intesa come l’insieme dei mezzi di pagamento - ha tre funzioni fondamentali: Costituisce un mezzo di scambio, in altre parole permette di evitare lo scambio diretto tra i beni. In assenza di moneta, si potrebbe avere solo baratto, che però è estremamente scomodo, inefficiente e limitante per lo sviluppo. Facciamo un esempio: immaginate di essere un impiegato in un azienda, e che non esistano i soldi. Ovviamente, sarete pagati in beni. Verosimilmente, in prodotti dell’azienda. A questo punto dovrete andare in cerca di qualcuno con cui scambiare quello che avete (i prodotti dell’azienda dove lavorate) per quello che vi interessa: probabilmente, cibo, vestiti, e altre cose “secondarie”. Lo scambio non è facile, perché contemporaneamente deve avvenire che qualcuno abbia qualcosa che vi interessa e sia interessato a qualcosa che avete voi. La ricerca può essere lunga, e probabilmente sarete costretti ad accontentarvi di qualcosa che non è il


Equivoci sui soldi: che cos’è la moneta?
2007-10-09 01:09:59
Ci sono una serie di domande che possono suonare assolutamente banali, ma che in realtà non lo sono poi così tanto. O, se volete, molti hanno le idee più confuse di quello che dovrebbero. Probabilmente, un po’ anche perché sono cose che diamo per scontate perché ci viviamo immersi costantemente, e per certi versi quel che succede è analogo a quando si ripete una parola troppe volte, tanto da farle perdere il significato. Con grossi rischi perché come al solito, se non si conoscono i meccanismi si rischia di rimanere schiacciati tra gli ingranaggi, soprattutto su temi che sono in realtà fondamentali. Iniziamo con una domanda che può suonare estremamente banale. Che cosa sono i soldi?  Giusto per iniziare ad utilizzare una terminologia corretta, invece che di soldi parliamo di moneta, che è il termine che utilizzano gli economisti per parlare di questo. La risposta in realtà non è così semplice. Probabilmente qualcuno risponderebbe “i soldi rappresentano una cer


Tabella di sintesi delle offerte delle banche online: aggiornamento
2007-10-07 08:29:49
Ho aggiornato la tabella di sintesi delle offerte delle banche online e dei conti di deposito. Oltre ad aggiungere le nuove offerte e aggiornare le scadenze delle promozioni che in qualche caso sono cambiate, ho dedicato delle righe a Conto Arancio+, Santander Time Deposit e Fineco SuperSave (del resto, IWPower aveva già una sua riga). Inoltre ho aggiunto le offerte di altre banche che in precedenza mancavano: B@nca 24-7 Bipielle.net Banca Sara Al solito, segnalazioni e correzioni sono molto gradite.


Fineco SuperSave
2007-10-07 05:32:07
Dato che abbiamo dedicato spazio a Conto Arancio+, IWPower e Santander Time Deposit, mi pare il caso di dedicare un po’ di spazio a SuperSave di Fineco, che è sicuramente un’offerta decisamente interessante nel panorama delle offerte che richiedono di vincolare il capitale. Partiamo innanzi tutto dalla tassazione: Fineco SuperSave ha una tassazione al 12,5% (da “vero” investimento) anziché al 27%, come i normali conti correnti e di deposito. Quindi si potrebbe tirare una linea netta tra IWPower e SuperSave da una parte, tassati al 12,5% (però fate attenzione: IWPower pubblicizza il tasso netto, mentre SuperSave quello lordo), e Conto Arancio+ e Santander Time Deposit che sono invece tassati al 27%, e per questo abbiamo già avuto modo di dire come questi ultimi due non ci sembrano particolarmente interessanti, considerato anche che richiedono di vincolare il capitale per tempi molto più lunghi. Volendo essere rigorosi, Fineco SuperSave non è un PCT, un inve


Santander Time Deposit
2007-10-03 14:08:47
Anche Santander lancia un conto di deposito a tasso maggiorato per chi “blocca” il suo capitale. Si chiama Time Desposit. Inutile dire che viene abbastanza spontaneo il confronto con Conto Arancio+, anche se ci sono alcune grosse differenze. Santander Time Deposit è un nuovo conto deposito vincolato, con investimento vincolato a 6 o 12 mesi, e con interessi pari al 4,25% lordo (3,1025% netto) se si vincola il deposito per 6 mesi, oppure 4,50% lordo (3,285% netto) se si sceglie di vincolare il capitale per 12 mesi. Gli interessi sono versati alla scadenza. Non ci sono limiti di importo (a dir la verità, c’è una soglia massima di 1.000.000 di Euro, ma non credo sia un problema per molti…), contrariamente a Conto Arancio+. Santander Time Deposit non è però un’offerta speciale per chi ha già il Conto Santander, come invece, alla fin fine, è Conto Arancio+ per chi ha Conto Arancio, ma è un vero e proprio conto separato, dove il Conto Santander può fa


IWPower al 6%. Ma la novità vera è un’altra
2007-10-17 03:26:40
IWBank lancia una nuova promozione per IWPower: tasso del 6% fino al 31 gennaio 2008. Ma solo se la raccolta complessiva di IWPower sarà di almeno 2 miliardi di Euro, sarà applicato un più modesto, ma comunque apprezzabile, 4,50% lordo (che comunque è un valore promozionale, dopo il 31 gennaio 2008 sarà applicato il 4,00%) Tradotto in termini più da “righe piccole”: qualora il totale complessivo dei saldi depositati su tutti i conti di deposito IWPower alla data del 31.01.08 sia superiore a due miliardi di Euro, sarà corrisposto un “bonus” ulteriore di interessi pari all’1,50% (rispetto al 4,5%) accreditato in un’unica soluzione con valuta 31.01.08. E’ una promozione unica nel suo genere, non mi ricordo di altre che facessero riferimento alla raccolta complessiva, per questo motivo sono curioso di vedere come andrà a finire. C’è però una riga piccola tra le righe piccole: nei 2 miliardi di Euro di raccolta si intendono solo IWP


Gli aggregati monetari
2007-10-15 10:50:54
Come detto in un precedente post, la moneta è l’insieme delle “attività” che sono generalmente accettate come mezzi di pagamento. Come si può intuire, questa definizione non crea una netta linea di demarcazione tra quello che è moneta e quello che non lo è. Per questo motivo, vengono in genere utilizzate più misure di quello che è lo stock di moneta, cioè vengono misurati diversi aggregati monetari. I diversi aggregati monetari si differenziano in base alla liquidità, cioè alla possibilità di essere “spesi” più o meno immediatamente. M0: è la cosiddetta “base monetaria”, insieme delle banconote e delle monete che sono presenti nel sistema economico. E’ l’aggregato più “liquido” di tutti. M1: M0 + depositi a vista. I depositi a vista sono i depositi “pagabili su richiesta”, ovvero quelli da cui in qualunque momento si può prelevare denaro (senza pagare penali o altro). Un tipico esempio di dep


E adesso arriva il mutuo intergenerazionale
2007-10-22 10:21:42
Con l’aumentare del capitale necessario per acquistare un immobile, e l’impossibilità della maggior parte delle persone ad aumentare l’importo pagabile in singole rate, la strada inevitabile è quella di aumentare la durata del mutuo. Con esiti che però sono al limite del paradossale. Se fino a pochi anni fa, se non pochi mesi fa, era impensabile per una banca proporre mutui con durate superiore ai 30 anni, oggi UBI Banca offre mutui fino a 50 anni. Che vuol dire che se uno apre un mutuo a 35 anni, finisce di pagarlo a 85. Paura di non arrivare tanto in là con gli anni? Nessun problema, Credito Valtellinese consente di “girare” l’impegno agli eredi. Insomma, ai figli anziché la casa gli si lascia il mutuo da pagare. Abbiamo superato la frontiera del debito intergenerazionale, insomma. Che vantaggi portano mutui così lunghi? Beh, in realtà comporta vantaggi notevoli. Per le banche, che si possono così garantire un’entrata per un tempo pi


Mutui: i dati sui pignoramenti ed esecuzioni immobiliari
2007-10-27 08:03:28
Le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori in particolare) continuano a lanciare l’allarme sui pignoramenti conseguenti all’aumento dei tassi applicati ai mutui a tasso variabile, ed hanno comunicato le stime (numeriche) dell’aumento dei pignoramenti. Quello dei pignoramenti dei mutui è un tema di cui abbiamo già parlato: soprattutto, ripeto, non è solo colpa delle banche se le persone hanno scelto mutui a tasso variabile anziché fisso, c’è stata da parte di molti una corsa alla rata più bassa, senza preoccuparsi di verificare come potesse variare nel tempo. Senza voler sminuire l’importanza dell’impegno delle associazioni dei consumatori, che portano avanti lotte importanti per i diritti dei cittadini, mi pare però importante valutare con attenzione anche questi nuovi dati, per evitare ingiustificato allarmismo. I dati che vi sintetizzo nella tabella sono tratti dal Corriere della Sera (Milano è in corsivo p


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