Individuazione del perimetro dell'area contigua e stesura del piano d'azione, necessario alla continuazione del Progetto per la tutela dell'orso marsicano. Questi i punti prioritari della conferenza plenaria dei vertici del Patom riuniti oggi a Pescasseroli con lavori coordinati da Pier Luigi Fiorentino, dirigente della seconda Divisione protezione flora e fauna del Ministero dell'Ambiente. Entro
La zona 'creste di monte Tranquillo', nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, in territorio del comune di Pescasseroli, sara' interdetta alla presenza umana dal 9 agosto al 20 settembre.Tutti i sentieri che portano in tale zona saranno chiusi negli ultimi tratti e sottoposti a vigilanza da parte delle guardie del Parco e agenti del Corpo forestale dello Stato. E' quanto stabilito nell'ordin
Un orso bruno e' morto annegato la notte scorsa nel lago di Molveno, sull'altopiano della Paganella, in Trentino. Sono in corso indagini per capire la causa dell'annegamento. L'orso, infatti, in genere non ha grossi problemi ad entrare in acqua. Finora si e' appreso che nel corso della notte il plantigrado si sarebbe avvicinato all'abitato di Molveno. Sugli orsi reintrodotti in Trentino d
La convivenza tra uomo e orso bruno è possibile anche se c’e’ ancora molto lavoro da fare e incontri come questi sono uno strumento importate per il confronto.Sta all’uomo attuare tutte le misure necessarie per fare in modo che questa convivenza abbia successo. Prevenzione innanzi tutto: recinti elettrificati, ricoveri notturni del bestiame, cani da guardia per le greggi, bidoni della spazz
La conservazione dell'orso bruno in Italia si deve ad un paradosso. La prima forma di protezione del plantigrado infatti si deve all'istituzione di una riserva di caccia nell'Appennino Centrale da parte del Re Vittorio Emanuele, nei primi anni del '900. Il Re volle infatti limitare lo sterminio che già da secoli colpiva alcune specie come l'orso bruno marsicano, il lupo e il camoscio d'Abruzzo. Qualche anno dopo, l'11 gennaio 1923 lo Stato Italiano riconosce l'istituzione avvenuta un anno prima dell'Ente Autonomo Parco Nazionale d'Abruzzo, nato proprio dai territori facenti parte della riserva di caccia del Re. Obiettivo del parco è proteggere e conservare le specie tipiche di quest'area.L’idea della proteggere gli orsi però si deve in gran parte al Conte Gian Giacomo Gallarat
Per fortuna si è conclusa solo con un grande spavento e un forte batticuore la brutta avventura di Giovanni Pasina, un pastore di 57 anni abitante a Temù (Brescia). L'uomo era al lavoro questa mattina in alta Valcamonica, nella valle del Narcanello (sopra Pontedilegno), dove stava cercando le proprie capre al pascolo intorno ai 1.700 metri di quota, quando si è trovato all'improvviso di fronte un orso, a poche decine di metri di distanza.Per allontanarsi, l'uomo è salito veloce verso il ghiacciaio del Pisgana, ma il plantigrado lo ha seguito a distanza, non si sa se perché incuriosito dalla presenza dell'essere umano, o perché quella era la direzione che gli andava di percorrere, oppure perché avesse intenzioni minacciose. Fatto sta che il pastore si è trovato la strada del ritorno tagliata dalla presenza dell'animale. L'allarme è stato lanciato via telefono dai parenti, ma quando l'uomo è stato raggiunto dai soccorsi con l'eliambulanza del 118, l'orso gli faceva tr
Per fortuna si è conclusa solo con un grande spavento e un forte batticuore la brutta avventura di Giovanni Pasina, un pastore di 57 anni abitante a Temù (Brescia). L'uomo era al lavoro questa mattina in alta Valcamonica, nella valle del Narcanello (sopra Pontedilegno), dove stava cercando le proprie capre al pascolo intorno ai 1.700 metri di quota, quando si è trovato all'improvviso di fronte un orso, a poche decine di metri di distanza.Per allontanarsi, l'uomo è salito veloce verso il ghiacciaio del Pisgana, ma il plantigrado lo ha seguito a distanza, non si sa se perché incuriosito dalla presenza dell'essere umano, o perché quella era la direzione che gli andava di percorrere, oppure perché avesse intenzioni minacciose. Fatto sta che il pastore si è trovato la strada del ritorno tagliata dalla presenza dell'animale. L'allarme è stato lanciato via telefono dai parenti, ma quando l'uomo è stato raggiunto dai soccorsi con l'eliambulanza del 118, l'orso gli faceva tr
Aprica, un paesino di 1600 abitanti in provincia di Sondrio, ha un cittadino in più. Un orso bruno di 15 anni e del peso di 200 kg, nato e cresciuto in cattività, verrà ospitato nell'Osservatorio eco-faunistico in un'area a lui dedicata. Lo zoo da cui proviene sarà senz'altro un ricordo lontano dato che lo spazio messo a disposizione del plantigrado è di 8000 metri quadrati contro gli 800 della sua precedente abitazione. Sarano organizzate visite guidate dal direttore del locale Osservatorio eco-faunistico, Bernardo Pedroni. L'area sarà accessibile da una passerella sopraelevata. Il comune ha indetto inoltre un concorso per scegliere il nome del nuovo cittadino di Aprica.Si risolleva quindi di nuovo la questione se un animale come l'orso, abituato ai grandi spazi, possa essere "ospitato" all'interno di ampi recinti e gabbie dorate. Va ricordato che l'orso di Aprica è nato in cattività e cresciuto nello stesso stato per 15 anni, non sapendo cosa sia la libertà. E' uno d
Questa è una canzone del 1973, estratta dal disco omonimo.“L’orso bruno rappresentava proprio il diverso, la minoranza; poi fu proprio la prima espressione ecologista dell’epoca, concomitante con la nascita del WWF per il quale feci un concerto e allora incontrai Fulco Pratesi”Da MUSIKBOX -INTERVISTA AD ANTONELLO VENDITTI - Gen/feb 2001 Quando la luna della forestadipinge il fiume e la montagnae un altro inverno senza doloreposa le ali sulla tua terra.Stai già sognando lunghe stagionie mele acerbe da regalarea chi ti aspetta senza parlarenel tuo castello di roccia scura.Dopo l'inverno la primaverasveglia le cose con la sua pioggiamentre i tuoi occhi chiusi nel sonnostanno aspettando il suo richiamo.Dio delle foglie!Dio della valle!Lui ti ringrazia per questo sonnofa che il destino non sia crudeleper un tuo figlio sempre fedele.
Un'aggressione inaspettata quanto feroce, su un tranquillo sentiero dei Carpazi rumeni. Ieri, un gruppo di escursionisti americani ha subito l'attacco di un orso bruno inferocito, che ha ucciso una donna e ferito gravemente altre due persone. L'aggressione è avvenuta sulle montagne a nord di Bucarest, intorno alle dieci di sabato sera. Il gruppetto di sei escursionisti, tutti provenienti dagli Stati Uniti, si era imbattuto nella bestia feroce già nel pomeriggio, vicino a una baita. Ma era riuscito a fuggire. L'orso però, deve averli tenuti d'occhio. Perchè poco dopo è riapparso sul sentiero, e li ha assaliti all'improvviso. Mentre afferrava e sbranava una ragazza di 26 anni, gli altri escursionisti hanno cominciato a lanciargli addosso delle pietre. Purtroppo però, il risultato è stato solo di farlo inferocire ancora di più. L'animale infatti si è staccato dalla sua prima vittima e ha rivolto l'attenzione a uno dei suoi compagni, mordendolo ad una
Sorpresa, stupore e un pò di spavento. Ieri sera, dal buio dei boschi dell'Alta Valtellina, é spuntato un giovane orso bruno. E' accaduto dalla parti di Livigno. Un abitante della frazione di Trepalle ha visto e fotografato l'animale mentre si aggirava tra le case del paese. La "visita inaspettata" non ha provocato alcun danno: l'orso è tornato nel bosco senza causare problemi. L'animale ha sconfinato dal Parco dell'Adamello e già da alcune settimane si trova nel Parco dello Stelvio. Erano già state registrate alcune razzie di ovili in Val Venosta, ad una trentina di chilometri dal comune valtellinese. L'avvistamento di ieri non desta grandi preoccupazioni: i responsabili del Parco dello Stelvio si dicono soddisfatti di questo ritorno. L'orso, infatti, ha ritrovato nell'area faunistica protetta il suo habitat naturale e ciò aggiunge valore naturalistico alla zona.
L'orso è per natura un animale schivo e il suo avvistamento è piuttosto difficile. Si può dimostrare però la presenza dell'animale grazie a dei segni che possono essere riconosciuti e ad esso riconducibili. E' da premettere che non sempre l'identificazione di questi segni è facile ed è strettamente dipendente dalle condizioni ambientali e dall'acume dell'osservatore. La presenza dell'orso può essere dimostrata attraverso il ritrovamento di orme, escrementi, peli, segni di graffi su tronchi. Un altro metodo di individuazione è il ritrovamento di tane e giacili.Orme: le impronte dell'orso sono inconfondibili dato che questo animale essendo un plantigrado poggia completamente la pianta del piede a terra. L'orma dell'orso è simile per forma ad un piede umano, però più larga e con le dita tutte uguali. Sono sempre visibili i cuscinetti delle cinque dia, tutti sulla stessa linea e i robusti artigli. Come in tutti i plantigradi, il cuscinetto del tarso (calcagno) e sempr
Gli Orsi non presentano caratteristiche sessuali esteriori riconoscibili a distanza. In natura quindi è quasi impossibile poter determinare con sicurezza il sesso, salvo che non si possa osservare a lungo l'esemplare a breve distanza e in buone condizioni di visibilità. I maschi sono mediamente più grossi e presentano il capo più largo e massiccio. Esistono pero grosse differenze individuali e anche questi criteri non sono sempre infallibili, a meno che non si tratti di un adulto accompagnato da piccoli e quindi, verosimilmente, femmina.Il periodo degli amori per l'Orso bruno, nell'Appennino centrale, cade tra maggio e giugno. Probabilmente è in questa stagione che i maschi compiono più frequentemente lunghi spostamenti alla ricerca delle femmine, l'Orso bruno non è territoriale e le aree vitali, home range, hanno dimensioni variabili in relazione a diversi fattori ambientali. In genere l'home range è più ampio nei maschi che nelle femmine